Al Teatro al Parco arriva il 15 febbraio l’atteso “spettacolo dell’anno”, vincitore del premio Ubu e ispirato all’opera di Davide Foster Wallace: un gioco caustico e irriverente con il pubblico in cui i performer interrompono continuamente il discorso con collegamenti ipertestuali e interruzioni, come nella vita quotidiana dei nostri giorni

La Giuria del Premio Ubu, l’Oscar del teatro italiano, lo ha incoronato formalmente poche settimane fa a Milano “spettacolo dell’anno”, ma a farlo presagire era già l’accoglienza entusiasta del pubblico nei teatri italiani, e le lodi unanimi degli addetti ai lavori. «Overload», lo spettacolo che va in scena al Teatro al Parco di Parma venerdì 15 febbraio alle 21 nell’ambito della stagione del Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, ha consacrato il Sotterraneo come uno dei gruppi di maggiore rilievo del nuovo teatro, capace di raccontare il presente trasferendolo sul palcoscenico e svelandone le tendenze e i meccanismi con un’ironia deflagrante e un’acutezza non comune. La scrittura è di Daniele Villa, concept e regia sono firmati collettivamente dal gruppo. Claudio Cirri e Sara Bonaventura, componenti del Sotterraneo con Villa, sono in scena con Lorenza Pennini, Daniele Pennati e Giulio Santolini. Dopo lo spettacolo la compagnia incontra il pubblico, conduce Roberta Gandolfi, docente dell’Università di Parma.

«Overload», accumulo, è la parola chiave dei nostri giorni e il tema dello spettacolo: è l’accumulo di stimoli con cui la rivoluzione digitale ha modificato il nostro comportamento e cambiato le nostre abitudini, provocando la fine della concentrazione su un argomento o su un compito. L’era della distrazione permanente, dei segnali sonori e dei link che ci tengono incollati a uno smartphone o a un pc si riflette nello spettacolo senza apparenti mediazioni, trasformandola la scena in un gioco ironico e irriverente che coinvolge il pubblico.

A partire da un discorso centrale, i performer offrono continuamente dei collegamenti a contenuti nascosti che innescano possibili azioni e immagini. Il pubblico ha la facoltà di rifiutare i collegamenti e continuare a seguire il discorso, oppure di attivarli, allontanandosi dal centro dello spettacolo e perdendosi in un labirinto di distrazioni, attraverso una rincorsa continua al frammento che è molto simile alla nostra esperienza quotidiana.

«A condurre il discorso al centro di tutto – raccontano Bonaventura, Cirri e Villa – è lo scrittore americano David Foster Wallace, autore che sentiamo vicino in molte delle sue ossessioni: il ruolo dei media nelle trasformazioni della società contemporanea, l’industria dell’entertainment e la sua pervasività, la capacità delle nuove tecnologie di frammentare la nostra esperienza e disabituarci alla profondità. Al tempo stesso però Wallace è autore di opere labirinto, sovraccariche quanto divertenti, in cui il lettore si smarrisce e incanta, in cui lunghissime note a piè di pagina e diagrammi di flusso creano un’esperienza di fruizione orizzontale che ci trasmette la sensazione di aver perso il senso compiuto della vicenda narrata. Chi meglio di lui potrebbe esporre una riflessione sull’ecologia dell’attenzione a un pubblico che viene continuamente chiamato a distrarsi?»

I biglietti si acquistano sul circuito Vivaticket.

Info: 0521992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole.