Retrospettiva dedicata a Gunter Böhmer

Il Complesso Monumentale della Pilotta ospita nella Galleria Petitot della Biblioteca Palatina di Parma, dal 5 ottobre al 15 novembre 2019, una retrospettiva dedicata a Gunter Böhmer (Dresda, 1911 - Montagnola, 1986), protagonista dell’illustrazione del libro nel Novecento; tra i tanti autori con i quali si è misurato, perseguendo una unità tra testo e immagini e l’espressione dei propri sentimenti suscitatigli dalla lettura del testo, ricordiamo Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Stendhal, Robert Walser, Georg Büchner, Jeremias Gotthelf, Edgar Allan Poe, William Faulkner, Liam O’Flaherty, Gabriele D’Annunzio.

 

Gunter Böhmer, nel 1933, su invito di Hermann Hesse si reca a Montagnola, nel Canton Ticino, trasferendovisi definitivamente l’anno seguente e fissandovi la propria residenza. Con Hesse (Premio Nobel per la Letteratura nel 1946), che subito gli affida l’illustrazione del suo “Hermann Lauscher”, la frequentazione è continua, così come intensi sono i rapporti con una piccola colonia di intellettuali e artisti, di varie nazionalità, che vivono o soggiornano nella zona.

 

Dopo quel primo incarico, Böhmer collabora con Giovanni Mardersteig dell’Officina Bodoni e con le Edizioni Albatros di Parigi, e intensifica la sua attività di illustratore, alternata alla pittura vera e propria, condotta fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1986 a Montagnola; la vedova, Ursula Bächler promuove la costituzione della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer, attiva nel Comune di Collina d’Oro (Svizzera).

 

In occasione della mostra viene pubblicato un ricco catalogo, edito da Grafiche Step, Parma, che reca, oltre ai saluti istituzionali di Ignazio Cassis (Consigliere della Confederazione Svizzera), di Sabrina Romelli (Presidente della Fondazione Ursula & Gunter Böhmer e Sindaco del Comune di Collina d’Oro) e di Simone Verde (Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta), i saggi introduttivi di Sandro Parmiggiani e di Alessandro Soldini, curatori della mostra; due testi di Böhmer sull’illustrazione del libro; un’ampia documentazione fotografica su alcuni dei più importanti volumi illustrati dall’artista; gli apparati bio-bibliografici finali.​


overload al Teatro al Parco di Parma Oscar Ubu miglior spettacolo

Con «Overload» approdano a teatro le nostre vite distratte da social e link

Al Teatro al Parco arriva il 15 febbraio l’atteso “spettacolo dell’anno”, vincitore del premio Ubu e ispirato all’opera di Davide Foster Wallace: un gioco caustico e irriverente con il pubblico in cui i performer interrompono continuamente il discorso con collegamenti ipertestuali e interruzioni, come nella vita quotidiana dei nostri giorni

La Giuria del Premio Ubu, l’Oscar del teatro italiano, lo ha incoronato formalmente poche settimane fa a Milano “spettacolo dell’anno”, ma a farlo presagire era già l’accoglienza entusiasta del pubblico nei teatri italiani, e le lodi unanimi degli addetti ai lavori. «Overload», lo spettacolo che va in scena al Teatro al Parco di Parma venerdì 15 febbraio alle 21 nell’ambito della stagione del Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, ha consacrato il Sotterraneo come uno dei gruppi di maggiore rilievo del nuovo teatro, capace di raccontare il presente trasferendolo sul palcoscenico e svelandone le tendenze e i meccanismi con un’ironia deflagrante e un’acutezza non comune. La scrittura è di Daniele Villa, concept e regia sono firmati collettivamente dal gruppo. Claudio Cirri e Sara Bonaventura, componenti del Sotterraneo con Villa, sono in scena con Lorenza Pennini, Daniele Pennati e Giulio Santolini. Dopo lo spettacolo la compagnia incontra il pubblico, conduce Roberta Gandolfi, docente dell’Università di Parma.

«Overload», accumulo, è la parola chiave dei nostri giorni e il tema dello spettacolo: è l’accumulo di stimoli con cui la rivoluzione digitale ha modificato il nostro comportamento e cambiato le nostre abitudini, provocando la fine della concentrazione su un argomento o su un compito. L’era della distrazione permanente, dei segnali sonori e dei link che ci tengono incollati a uno smartphone o a un pc si riflette nello spettacolo senza apparenti mediazioni, trasformandola la scena in un gioco ironico e irriverente che coinvolge il pubblico.

A partire da un discorso centrale, i performer offrono continuamente dei collegamenti a contenuti nascosti che innescano possibili azioni e immagini. Il pubblico ha la facoltà di rifiutare i collegamenti e continuare a seguire il discorso, oppure di attivarli, allontanandosi dal centro dello spettacolo e perdendosi in un labirinto di distrazioni, attraverso una rincorsa continua al frammento che è molto simile alla nostra esperienza quotidiana.

«A condurre il discorso al centro di tutto - raccontano Bonaventura, Cirri e Villa - è lo scrittore americano David Foster Wallace, autore che sentiamo vicino in molte delle sue ossessioni: il ruolo dei media nelle trasformazioni della società contemporanea, l’industria dell’entertainment e la sua pervasività, la capacità delle nuove tecnologie di frammentare la nostra esperienza e disabituarci alla profondità. Al tempo stesso però Wallace è autore di opere labirinto, sovraccariche quanto divertenti, in cui il lettore si smarrisce e incanta, in cui lunghissime note a piè di pagina e diagrammi di flusso creano un’esperienza di fruizione orizzontale che ci trasmette la sensazione di aver perso il senso compiuto della vicenda narrata. Chi meglio di lui potrebbe esporre una riflessione sull’ecologia dell’attenzione a un pubblico che viene continuamente chiamato a distrarsi?»

I biglietti si acquistano sul circuito Vivaticket.

Info: 0521992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole.


Intervista a Massimo Lopez

Intervista a Massimo Lopez

a cura di Adolfo Rinaldi

Ciao, Massimo. Vorrei farti un’intervista un po’ atipica, perciò mi sono preparato qualche domanda da porti. Innanzitutto, vorrei ricordare la tua carriera televisiva e teatrale con il trio, composto oltre che da te, da Tullio Solenghi e Anna Marchesini, che inizia nel ‘82 e prosegue fino al ‘94. Con la formazione del trio hai fatto molti spettacoli di grande successo. Dopo questa esperienza, che tutti ricordiamo con molto piacere, ti sei misurato con le imitazioni. Se non ricordo male, e vorrei che tu me lo confermassi, ho letto da qualche parte che una suora pugliese da piccolo ti ha svelato dei trucchi per fare delle imitazioni efficaci. È la verità?

Sì, in un certo senso è vero.

Sono curioso di sapere quali sono. Ti va di svelarli al tuo pubblico? Ricordo le imitazioni irresistibili dei papi Woytila e Ratzinger, Costanzo, Prodi e di tanti altri.

In realtà, l’intento della suora della scuola elementare non era quello di insegnarmi a fare le imitazioni in senso stretto, nate invece dalla mia predisposizione a farle. In prima elementare questa suora, per attirare l’attenzione mia e dei miei compagni di classe, diceva: “Bambini, state buoni. Per imparare bene la lezione, oltre a stare attenti, dovete guardare bene il movimento delle labbra, così le parole vi rimarranno più impresse. Mi stupì molto questo suo modo di parlare e da allora iniziai ad osservare non solo il movimento delle labbra ma anche il movimento della testa, degli occhi, delle braccia e, in genere, il modo di gesticolare e di muoversi di chi avevo di fronte. Questa suora mi ha fatto capire quanto sia importante considerare i movimenti di ogni singola parte del corpo. Questa attitudine all’osservazione ha fatto sì che nel tempo riuscissi ad imitare le movenze di molte altre persone, quindi scherzosamente dico che un giorno è stata questa suora a darmi…il là per imitare qualcuno.

Penso che oggi più che mai sia importante la comunicazione non verbale.

In realtà, occorre essere un osservatore più che un ascoltatore. Per imitare, la prima cosa che un attore dovrebbe fare per rappresentare una persona è quella di guardarla attentamente per prendere degli spunti utili a raffigurarla al cinema o a teatro. Molti artisti famosi prendono spunto dall’osservazione di persone comuni, come per esempio il proprio meccanico, e proprio questa attitudine è fondamentale per il lavoro di un attore che deve interpretare dei personaggi in modo efficace.

Condivido pienamente ciò che hai detto e magari in futuro seguirò anch’io i tuoi consigli. Sei un artista poliedrico e ti sei misurato con grande successo in molti ruoli. Hai lavorato in televisione e in teatro, da solo e con il trio, hai fatto il conduttore e l’imitatore, hai avuto anche un’esperienza alla radio e sei apparso in spot televisivi memorabili. Voglio ricordare il mitico spot lanciato negli anni ‘90 dalla SIP, oggi Telecom, relativo alla campagna “Una telefonata allunga la vita”, dove tu interpretavi il ruolo di un condannato a morte in attesa di essere fucilato da un plotone di esecuzione. Il condannato però, prima di essere giustiziato, chiede come ultimo desiderio di fare una telefonata che, guarda caso, dura un po’ di tempo e sembra non finire mai. Con questa pubblicità sei entrato a far parte dell’immaginario collettivo e ci sei rimasto a lungo. Cosa pensi in generale della pubblicità e, in particolare, di questa esperienza in campo pubblicitario?

Questo spot durava un minuto. La campagna pubblicitaria della SIP, che si è protratta per otto anni, è stata la campagna più premiata al mondo, perché è stata apprezzata addirittura anche negli Stati Uniti dove ha destato grande eco. A seguito del successo di questa campagna è nato un programma televisivo che si chiamava “Mezzominuto d’Oro”, una sorta di Oscar della pubblicità. Il merito di questa campagna è stato quello di riportare il testimonial pubblicitario all’importanza che aveva al tempo del Carosello, una sorta di film con un formato seriale a episodi che permetteva di promuovere il marchio incuriosendo il pubblico. Ricordo che chi mi incontrava per la strada mi fermava per domandarmi come sarebbe andata a finire la storia. “Ti spareranno o no?”, mi chiedevano.

Scusa se ti interrompo. Come ricorderai, Carosello era suddiviso in pezzo e codino. Nella prima parte, che durava un minuto e mezzo, non si poteva assolutamente accennare al brand; nella seconda, invece, si potevano citare i vari prodotti delle aziende. Solo alla fine compariva lo slogan relativo al prodotto lanciato.

Per me è stato un gran divertimento girare questi spot, anche per la presenza sul set del regista Alessandro D’Alatri e del miglior direttore cinematografico della fotografia. Il set era stato ricreato in una cava di sabbia alla periferia di Roma (alle Cave della Magliana) dove spesso si giravano degli spot pubblicitari, il luogo ideale per ricostruire sia il deserto che il fortino della Legione Straniera dove si svolgeva la scena. Questo spot divenne talmente popolare che si pensò di lasciarlo lì e farlo diventare una meta turistica. Dal punto di vista pubblicitario, questo periodo è stato veramente eccezionale. Dopo questa campagna pubblicitaria ne sono nate tante altre con i testimonial, così sono tornati gli attori. Si pensi che prima di questa campagna della SIP negli spot compariva solo il nome del prodotto pubblicizzato. Questo è stato l’unico spot che ho girato perché era talmente forte che non ne sono seguiti altri.

Da allora le aziende, soprattutto quelle grandi, hanno utilizzato il testimonial come sinonimo di garanzia del prodotto nei confronti del consumatore. Il brand acquistava così sicurezza e aumentava la fiducia nei suoi confronti.

Infatti, subito dopo di me è subentrato Solenghi con la Lavazza, dando vita a storici spot.

Possiamo dire che questo è stato lo spot di una grande genialità che solo un grande come te poteva girare. Passavi dal ruolo di attore serio a quello scanzonato con la musichetta di sottofondo. Sei riuscito a rendere indimenticabile e leggera una situazione in sé molto drammatica.

Ora mi piacerebbe soddisfare un’altra curiosità. Tra le esperienze professionali che hai affrontato nei vari campi, dalla televisione al teatro, dalla radio alla conduzione televisiva e all’imitazione, qual è quella che ti ha lasciato un segno e che ti ha emozionato di più?

Sotto il profilo dell’emozione, devo dire che tutte le cose che ho fatto mi hanno dato grandi emozioni. Ogni esperienza è stata presa sempre di pancia, con una forte emotività. Ci sono state anche esperienze che sono capitate improvvisamente, diciamo nel mezzo del cammin di nostra vita. Un giorno, per esempio, ho ricevuto una telefonata inaspettata da Mina, un’artista che non conoscevo personalmente. “Mi piace come canti. Lo faresti un pezzo con me?”. Sono rimasto meravigliato per questa proposta fatta direttamente da lei, senza ricorrere all’intervento di un agente. Così nel ’94 sono andato a Lugano dove ho avuto l’onore di incidere un disco con lei, una canzone dal titolo “Noi” che ora si può trovare su YouTube, scrivendo: canzone Mina e Massimo Lopez Noi. Cantare con Mina e stare al suo fianco è stata un’emozione straordinaria. Tutte le altre cose che ho fatto, oltre il lavoro con il trio, come la fiction “Compagni di scuola”, “Professione fantasma” e altri programmi televisivi, mi hanno dato molta soddisfazione. Voglio ricordare anche “Scherzi a parte” e il festival della canzone napoletana presentato con Mike Bongiorno, due esperienze che mi hanno divertito molto.

Perché non parlare anche di “Tale e quale show”?

“Tale e quale show” è stato un ottimo programma che mi ha dato grande soddisfazione e molto divertimento. Mi è piaciuto perché mi ha dato la possibilità di essere un attore a tutti gli effetti in quanto dovevo imitare e interpretare. L’anno successivo in questo programma è subentrato Tullio Solenghi. Prima di accettare l’invito, mi ha chiesto un parere e io gli ho detto: “Vedrai che ti divertirai”.  L’anno seguente abbiamo duettato insieme e questo ha fatto nascere in noi la voglia di fare di nuovo qualcosa insieme. Ora infatti stiamo girando l’Italia e mettiamo in scena uno show di cui siamo interpreti e autori.

Quando arriverete a Bologna, verrò a vedere il vostro spettacolo. Ora vorrei sapere quali sono i tuoi progetti futuri insieme a Solenghi.

Per ora ci sono solo l’idea e la voglia di continuare a fare delle cose insieme, anche se ancora non abbiamo programmato nulla di preciso. L’intento di lavorare insieme però c’è. Non amo più fare programmi a lunga scadenza come una volta perché a questo punto della mia vita preferisco navigare a vista.

È stato un grande piacere intervistarti. Ti auguro un futuro pieno di belle emozioni.

 

Si ringrazia Massimo Lopez per la collaborazione.


Università di Parma con Teatro Due e Teatro delle Briciole - rassegna teatrale per studenti

6 spettacoli a teatro per gli studenti dell'Università di Parma

SOGNIAMO SEMPRE TUTTO MOLTO DIVERSO

Dal 15 febbraio all'8 maggio 2019 la proposta di Teatro Due e Teatro delle Briciole per Unipr

Gli spettacoli in cartellone

15 febbraio 2019, ore 21.00

Overload

Teatro al Parco
Sotterraneo

 

21 febbraio 2019, 20.30

When the rain stops falling

Teatro Due
Fondazione Teatro Due, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Associazione Teatri di Roma

 

2 marzo 2019, ore 20.30

Don Giovanni

Teatro Due
Fondazione Teatro Stabile di Torino

 

6 aprile 2019, ore 21.00

L'abisso

Teatro al Parco
Davide Enia

 

4 maggio 2019, ore 21.00

Dialogo Primo: Impatiens Noli Tangere

Teatro al Parco
Sharon Fridman & CollettivO CineticO
introduce P!NK ELEPHANT di Siro Guglielmi
segue DJ SET di Simone Arganini

 

8 maggio 2019, ore 20.30

Scannasurice

Teatro Due
Compagnia Elledieffe

 

Abbonamento 50 euro (6 spettacoli) in vendita presso le Biglietterie di Fondazione Teatro Due (Borgo Salnitrara 12/a) e Teatro al Parco (Parco Ducale, 1) .

Scopri di più


Vieni a Teatro questo fine settimana!! Ce n’è per tutti i gusti!

Gli spettacoli teatrali del weekend 19-20 gennaio in programma a Parma e provincia

Musical

Domenica

“Kiss me, Kate” all’Auditorium Paganini, con la Compagnia Corrado Abbati che interpreta il grande successo di Cole Porter, tratto da “La bisbetica domata” di William Shakespeare

Cabaret & Varietà

Sabato

All’arena del Sole di Roccabianca “Nino Frassica & Los Plaggers Band”, una vera festa in musica, con protagonista il pubblico!

Prosa

Sabato

Al Teatro Moruzzi di Noceto Giulio Casale interpreta l’ira che infiamma tra musica live e travestimenti, nel divertente “Lampi”.

Al Teatro di Fontanellato va in scena l’intenso “Intimità”, un viaggio personale, a rallentatore, per lasciarsi guidare nell’incapacità di sostenere relazioni a lungo tempo.

Al Teatro del Vicolo “Questa è casa mia” di e con Alessandro Blasioli, intenso monologo sulla catastrofe sociale del terremoto in Abruzzo. Premio della critica Ermo Colle 2018.

Sabato e domenica

Continua a Teatro Due il successo del sensuale “Girotondo Kabarett” di Arthur Schnitzler. Non dimenticate che gli spettatori, o meglio ospiti del Kabarett, sono invitati a partecipare in abito scuro alla cena (o al drink, per la pomeridiana di domenica).

Arriva al Nuovo Teatro Pezzani il dissacrante “Tartufo ovvero l’impostore” di Molière, con Andrea Buscemi.

Al via a Europa Teatri il Festival “Urla dal silenzio” sulla condizione dei migranti, che in prima persona drammatizzano le loro storie in forma di monologo: doppio appuntamento per “No a’ la guerre” e domenica sera “Le jeux de la sable”.

Lirica

Sabato e Domenica

Al Teatro Regio l’opera di Giuseppe Verdi “Un ballo in maschera”, con l’unica replica fuori abbonamento, sabato alle 17.


Bambnini a teatro

Bambini e ragazzi a teatro - Weekend 19-20 gennaio a Parma

Divertimento, meraviglia e riflessione. Parole d’ordine per Bambini e Ragazzi che andranno a teatro nel fine settimana

Sabato 19 gennaio

Alle 16 al Ridotto del Teatro Regio prima assoluta di "Fiabe a sorpresa": Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pollicino e altre, presentate con accompagnamento di musica, come in un audiolibro vivente.

Alle 21 al Teatro al Parco “Un Principe, ispirato all’Amleto di Skakespeare, che invita a riflettere sulla vita contemporanea: “Essere o non essere. Tutto qui”. Evento del Teatro delle Briciole, compreso nella rassegna per teenagers “Punta al Parco”.

Domenica 20 gennaio

Alle 15.30 al Teatro del Cerchio “Pane Amore e Fantasia, pomeriggio a teatro (due spettacoli brevi + merenda gratuita): si parte con “Lo Schiaccianoci” e si conclude con “Balla con i bulli”.


Tesseract al Teatro delle Briciole il 12 e 13 gennaio

Weekend a tutto teatro a Parma il 12 e 13 gennaio!

sabato 12 gennaio

Il Teatro Regio sabato inaugura la stagione lirica con “Un ballo in maschera”, melodramma di Giuseppe Verdi.

Da non perdere sabato al Teatro del Cerchio l’impegnato (e premiato) “PhoebusKartell”, affresco di spietati imprenditori contemporanei e novelli schiavi della produzione in serie.

sabato 12 e domenica 13 gennaio

Debutto a cinque stelle sabato anche al Teatro delle Briciole: “Tesseract – Circo in equilibrio” di e con Nacho Flores, funambolo spagnolo che crea meraviglie su cubi di legno assemblati. Replica pomeridiana domenica.

Per chi ama la prosa, Teatro Due propone l’imperdibile “Girotondo Kabarett” di Arthur Schnitzler, con spettacoli serali venerdì e sabato, pomeridiano domenica.

domenica 13 gennaio

Infine domenica due meravigliosi spettacoli pomeridiani per bambini: “Il mago di Oz” al Nuovo Teatro Pezzani e “In una notte di temporale” al Teatro del Cerchio.


Prima che si alzi il sipario: incontri informativi al Ridotto del Teatro Regio di Parma sulle opere in cartellone

Prima che si alzi il sipario sulla stagione lirica 2019

PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO

Stagione lirica 2019 - Teatro Regio

Il Ridotto del Teatro Regio di Parma apre le porte al pubblico per un incontro alla scoperta delle opere della Stagione Lirica 2019: il compositore, lo stile, la genesi, i capolavori letterari che le hanno ispirate e tanto altro.

Dialoghi accattivanti con gli esperti, arricchiti dalla partecipazione di giovani cantanti che interpreteranno i brani più celebri delle opere in cartellone.

Ingresso libero

Date

sabato 5 gennaio 2019, ore 17.00

UN BALLO IN MASCHERA

 

sabato 16 marzo 2019, ore 17.00

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

 

martedì 2 aprile 2019, ore 17.00

ANDREA CHÉNIER

 

martedì 30 aprile 2019, ore 17.00

REQUIEM

 

A cura di

GIUSEPPE MARTINI

Coordinamento musicale
DONATELLA SACCARDI

In collaborazione con Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma


Al Teatro Verdi di Busseto (PR) il 29 gennaio

Barezzi Road: Verdi contemporaneo

BAREZZI ROAD
I EDIZIONE
27 gennaio 2019, ore 20.30
Teatro Verdi di Busseto (PR)

Presenta Diego Sorba, nei panni di Antonio Barezzi.

Prevendite biglietti su vivaticket.it, posto unico 20,00 €.

Domenica 27 gennaio  (anniversario della morte del Maestro Giuseppe Verdi), sul palcolscenico del Teatro Verdi di Busseto va in scena Barezzi Road. DiodatoMakaiGuido Maria Grillo e Simona Norato, artisti italiani che si sono distinti per qualità, ricerca e stile, sono chiamati a reinterpretare le Opere di Verdi. Ognuno di loro presenterà una libera rilettura musicale tratta da un'opera del Maestro e due canzoni del proprio repertorio.

Barezzi Road - Il Concept

Obiettivo dell'evento-concept Barezzi Road è dare nuova luce, atmosfere, suoni e suggestioni ai brani di Verdiriletti secondo i molteplici linguaggi della contemporaneità.

Premio Barezzi a Raphael Gualazzi

Ospite d’onore della serata sarà Raphael Gualazzi, talentuoso, eclettico pianista e cantautore, già vincitore al Festival di Sanremo nel 2011, categoria Giovani, secondo premiato all'Eurovision Song Contest ed ancora al Festival di Sanremo nel 2014. Protagonista di tour internazionali e di sold out nei maggiori teatri italiani, riceverà il Premio Barezzi, già conferito ad artisti del calibro di Vinicio Capossela, Mauro Pagani, Philip Glass e a personalità di spicco come Caterina Caselli.

Verso il XIX Festival Verdi

Il Barezzi Road sarà anche l'occasione per presentare il Contest dedicato a giovani artisti emergenti, una novità che sarà svelata durante la presentazione del XIX Festival Verdi a Milano e a Parma, venerdì 1 febbraio 2019. www.festivalverdi.it.

Il progetto

Barezzi Road è un progetto di Barezzi Festival e iCompany, realizzato con il contributo del Comune di Busseto e di Fondazione Cariparma, in collaborazione con il Teatro Regio di Parma e il Festival Verdi.

L'evento è proposto a conclusione del Barezzi Festival 2018 (XII edizione, 21-24 novembre 2018, Teatro Regio di Parma) che ha ospitato, tra gli altri, i concerti di Paolo ConteAnna CalviNils FrahmVillagers, DardustJoan ThieleMaria AntoniettaGuido Maria Grillo e John De Leo,

 


Il Suono svelato

Otto appuntamenti il martedì pomeriggio alle 18, dal 16 ottobre all’11 dicembre 2018

Il Suono Svelato

Auditorium del Carmine - Parma

Ingresso libero e gratuito

 

Un omaggio a Joni Mitchell, incroci tra biografia e arte nella musica di Mozart, il rapporto tra musica e tempo, le danze sacre e profane del mondo, il rock progressive attraverso 15 album, la storia d’amore tra Robert e Clara Schumann, la visione della musica di Alberto Savinio e la figura femminile come fonte di ispirazione per i compositori. Questi alcuni dei temi approfonditi nella sesta edizione de «Il Suono svelato», il ciclo di guide all’ascolto, a cura di docenti e allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma.

Le tematiche saranno esposte, come nelle precedenti edizioni, attraverso aneddoti, curiosità, racconti biografici, esempi musicali dal vivo, ascolti di incisioni, mostrando anche immagini e video attinenti agli argomenti affrontati. In questo modo le composizioni musicali saranno smontate, spiegate e ricomposte da docenti e allievi del conservatorio, dando la possibilità al pubblico di ascoltare la musica in modo più consapevole.

Il primo appuntamento è per martedì 16 ottobre 2018 alle 18.00: Alberto Tacchini e Serena Ferrara con la collaborazione di alcuni studenti delle classi di jazz del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, renderanno omaggio a Joni Mitchell, musicista, cantautrice e pittrice canadese, una delle cantanti che meglio rappresenta la sintesi tra la musica jazz e la canzone d’autore. “La terza missione del Conservatorio consiste nella produzione di eventi e concerti che consentono di presentare al pubblico il frutto delle prime due missioni dell’Istituto, ossia la didattica e la ricerca”, spiega Riccardo Ceni, direttore del Conservatorio “Arrigo Boito”.

Da novembre, le guide all’ascolto saranno annunciate anche nel programma di Radio Revolution “Prendi Nota” a cura di Monica Rossetti e Marco Pedrazzi, allievi del Boito.

La rassegna «Il Suono svelato» è inserita nell’Attività di formazione permanente del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, coordinata dal docente Pierluigi Puglisi, che comprende anche il ciclo di guide all’ascolto riservate alle scuole "Ascoltando s’impara" (dal diccembre 2018)la stagione concertistica «I Concerti del Boito» (dal gennaio 2019).

Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito.

Per maggiori informazioni: www.conservatorio.pr.it.

 

Il Suono svelato 2018

Guide all’ascolto della musica aperte a tutti – VI edizione

Auditorium del Carmine

Ingresso libero

 

 Martedì 16 ottobre 2018, ore 18.00

“The hissing of summer lawns”. Omaggio a Joni Mitchell

A cura di Alberto Tacchini e Serena Ferrara

Con la collaborazione di studenti del Conservatorio

 

Martedì 30 ottobre 2018, ore 18.00

La Sonata in la minore K 310 di W. A. Mozart

A cura di Riccardo Sandiford (pianoforte)

 

Martedì 6 novembre 2018, ore 18.00

La Musica e il Tempo tra canoni e trasformazioni. Relazioni vicine e lontane

A cura di Enrico Contini (violoncello) e Fabiana Ciampi (pianoforte)

 

Martedì 13 novembre 2018, ore 18.00

Musica e tradizioni

A cura di Giorgia Panasci e Licia Gueli (Salzedo Duo Harp)

 

Martedì 20 novembre 2018, ore 18.00

ROCK-PROGRESSIVE: il progressive rock attraverso 15 album

A cura di Riccardo Sasso (relatore)

 

Martedì 27 novembre 2018, ore 18.00

Clara e Robert: storia d’amore e di musica

A cura di Adriana Cicogna (mezzosoprano), Leonardo Bartali (viola), Claudia Gori (pianoforte), Giovanni Loi e Sara Francesca Spelta (voci recitanti)

 

Martedì 4 dicembre 2018, ore 18.00

“La musica insegna a stare”

A cura di Guido Scano (pianoforte)

 

Martedì 11 dicembre 2018, ore 18.00

All’amata lontana

A cura di Vera Azikova (canto) e Luigi Abbate (pianoforte)