Per Teatro Due prima nazionale delle Nuvole di Aristofane (Parma, 8-12 febbraio)

Con “Le nuvole”,  in scena in prima nazionale dall’8 febbraio a Parma, l’Ensemble Stabile Attori di Fondazione Teatro Due prosegue il confronto con i classici del teatro per interrogare il passato e scandagliare il presente, nella convinzione che il teatro eterno scritto dai padri della scena abbia in sé molte risposte e sappia porre le giuste domande, con un sorriso amaro, una risata leggera, un pensiero poetico.

Nelle “Nuvole” il bersaglio satirico esplicito di Aristofane è Socrate e la sua arte oratoria, persuasiva e seduttrice; quello implicito e attualissimo sono più in generale i fabbricanti di verità, capaci con il potere della parola di convincere l’uomo medio a fare, pensare, credere quello che desiderano. Una riflessione leggera eppure tagliente sulle armi di persuasione dell’oratoria e sulla forza che le parole hanno quando volte a fini non meritevoli. Il contadino Strepsiade è perseguitato dai creditori a causa dei soldi che suo figlio Fidippide ha dilapidato alle corse dei cavalli. La soluzione alla perdizione del figlio è mandarlo alla scuola di Socrate, ove apprendere come prevalere negli scontri dialettici e, pensa Strepsiade, vincere le cause contro i creditori. Fidippide però si rifiuta di raggiungere Socrate e così il padre decide di recarvisi lui stesso. Socrate invoca l’arrivo delle Nuvole, divinità da lui adorate che si presentano puntuali sulla scena, ma Strepsiade non comprende nulla dei discorsi che gli vengono fatti e viene quindi cacciato. Fidippide, incuriosito dai racconti del padre, decide infine di andare a visitare il pensatoio e quando arriva assiste al dibattito tra il Discorso Migliore e il Discorso Peggiore: nonostante i buoni propositi e i sani valori proposti del primo, alla fine prevale il secondo. Fidippide impara la lezione ed insieme a Strepsiade riesce a mandare via due creditori; il padre è contento, ma la situazione gli sfugge subito di mano: Fidippide comincia infatti a picchiarlo, e di fronte alle sue proteste il figlio gli dimostra di avere tutto il diritto di farlo. Esasperato e furioso, Strepsiade dà allora alle fiamme il Pensatoio di Socrate, tra le grida spaventate dei discepoli.

Con questa commedia Aristofane criticava l’utilizzo opportunistico dell’arte dell’oratoria ma anche  il nuovo approccio culturale che andava diffondendosi tra i suoi concittadini ateniesi. Nella raffigurazione del conservatore Aristofane, Socrate è anche il simbolo delle nuove filosofie malviste dall’autore della commedia epertanto rappresentate quali strumenti di prevaricazione. Un uso della parola e della dialettica del tutto effimero, proprio come le nuvole. Se l’antagonista è un falso intellettuale, con le sembianze di Socrate, d’altra parte anche Strepsiade, l’“eroe” sbagliato, opta per una posizione dal sapore tragico: continuamente provocato dalle suggestioni dal suo nuovo credo meteorologico non trova soluzione migliore che la rimozione della cultura.

 

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Teatro Due - Parma
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