"La clemenza di Tito" di Mozart a Modena e a Reggio Emilia

"La clemenza di Tito" di Mozart a Modena e a Reggio Emilia

Debutta il 7 febbraio al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena la nuova produzione lirica del teatro modenese, realizzata in coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia, dove sarà presentata successivamente. Si tratta di “La clemenza di Tito” di Wolfgang Amadeus Mozart, nell’allestimento che venne realizzato nel 2007 dal Teatro Petruzzelli di Bari con la regia di Walter Pagliaro e le scene e i costumi di Luigi Perego. L’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna viene in questa occasione guidata da Eric Hull e affiancata dal Coro Lirico Amadeus-Fondazione Teatro Comunale di Modena, istruito da Stefano Colò.

Nonostante “La clemenza di Tito” sia una delle opere di Mozart meno familiari al grande pubblico, in quanto è stata a lungo dimenticata e sottovalutata, la sua composizione è contemporanea a quella del celeberrimo “Flauto Magico”. Andarono infatti in scena entrambe nel 1791, ultimo anno di vita di Mozart. Parte della scarsa fortuna della “Clemenza” è dovuta a un genere, quello dell’opera seria settecentesca, già in decadenza al tempo della composizione e, in questo caso specifico, legato all’occasione celebrativa dell’incoronazione a re di Boemia dell’imperatore Leopoldo II.

Wolfgang Amadeus Mozart
Wolfgang Amadeus Mozart

Tuttavia, Mozart seppe animare la forma e il dramma del testo, uno dei più celebrati del Metastasio, risalente a cinquantasette anni prima, e grazie al profondo lavoro di revisione, condotto fianco a fianco col librettista Caterino Tommaso Mazzolà, di una vitalità e di un realismo sentimentale che negli anni avevano trovato la loro via, nella sua musica, attraverso le prove geniali del dramma giocoso e della trilogia dapontiana.

Mazzolà e Mozart introdussero, in questa “opera seria” (così era stata definita dal Metastasio), alcuni concertati, del tutto assenti nell’originale, che prevedeva invece la consueta alternanza di recitativi e arie. Apparentemente, perciò, il lavoro assumerebbe alcuni caratteri tipici dell’”opera buffa”, rimanendo in realtà magistralmente al confine fra i due stili.

La magnanimità del protagonista dell’opera mozartiana è dote tipica dei grandi sovrani, e logicamente, secondo l’occasionalità celebrativa, veniva attribuita all’imperatore asburgico (anch’egli possedeva, tra l’altro, il titolo di “Cesare”). Gli si richiedevano tutte le più grandi virtù regali, insieme ovviamente alle capacità di governo in quella Vienna che veniva rispecchiata nella Roma imperiale.

Il regista Walter Pagliaro, prima di questo allestimento del 2007, aveva già diretto l’opera nel 1991 a Praga, nello stesso teatro del suo primo debutto.

“La clemenza di Tito”, dopo le recite modenesi, il 7 e il 9 febbraio, viene presentata al Teatro Municipale “Romolo Valli” di Reggio Emilia il 14 e il 16 febbraio.

Una introduzione all’opera, con la presenza del regista e del critico Oreste Bossini, si terrà nel Ridotto del Teatro Pavarotti di Modena mercoledì 5 febbraio alle ore 18,00, nell’ambito della serie di incontri “Invito all’opera”.

 

Informazioni

Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” – Modena
Tel. 059 2033020 – info@teatrocomunalemodena.it
Teatro Municipale “Romolo Valli” – Reggio Emilia
Tel. 0522 458811 – uffstampa@iteatri.re.it

 

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Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna
Eric Hull