By On febbraio 25, 2014 7:08 pm

“Fermiamoci a pregare per tanta manovalanza sacrificata e rovinata in tutti questi anni e secoli”. Così Don Bellina, prete e scrittore friulano di grande umanità e intelligenza, parla dei giovani preti formati nei seminari prima del Concilio, al centro di un suo libro, “La fabbrica dei preti”, che ora Giuliana Musso, attrice-narratrice di rango del nuovo teatro, riscrive e porta in scena nella stagione del Teatro delle Briciole-Solares Fondazione delle Arti, sabato 1 marzo alle 21.15.

Osservatrice e analista profonda della società italiana, la Musso racconta i seminari degli anni ’50 e ’60, che hanno formato una generazione di preti ordinati negli anni in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II e si apriva l’era delle speranze post-conciliari. Una generazione che fa il bilancio di una vita. Una vita da preti che ha attraversato la storia contemporanea e sta assistendo al crollo dello stesso mondo che li ha generati.

“La dimensione umana dei sacerdoti è un piccolo tabù della nostra società sul quale vale la pena di alzare il velo – racconta l’attrice – non per alimentare morbose curiosità ma per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina. I