Fede, amore, speranza. Teatro Due

Fede, amore, speranza. Teatro Due

“Il fatto è che mi hanno assicurato che qui uno può vendere il proprio corpo… Cioè: una volta che sarò morta potranno fare col mio cadavere tutto quello che vorranno nell’interesse della scienza… Ma che i soldi però me li darebbero prima. Subito.” Si apre con questa dichiarazione di Elisabeth, giovane e sfortunata vittima del suo tempo, la piccola danza macabra in cinque scene di Fede, amore, speranza, le tre virtù che sembrano sparite in un contesto sociale in cui l’individuo per sopravvivere ricorre allo stratagemma di vendere a un istituto di anatomia il proprio cadavere, essendo la compra-vendita diventata la dinamica dominante. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale il prossimo 14 febbraio alle ore 21.00 a Parma a Teatro Due e proseguirà fino al 2 marzo 2014diretto da Walter Le Moli, interpretato da Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Francesco Gerardi, Sergio Filippa, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Nanni Tormen, con i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Claudio Coloretti; le scene sono realizzate dal Laboratorio Progettazione Scenica Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro, Università IUAV di Venezia, tutor Margherita Palli, Alberto Nonnato (assistente); la produzione è di Fondazione Teatro Due. Lo spettacolo è il terzo momento del progetto Gioventù senza Dio che Fondazione Teatro Due ha dedicato all’opera profetica di Ödön von Horváth, drammaturgo ungherese e viennese di adozione, cittadino europeo, inviso al nazismo e straordinario lettore del suo tempo, e a ben vedere anche del nostro. Il trittico, ideato e diretto da Walter Le Moli, si è aperto lo scorso gennaio con Fiabe del bosco viennese e Gioventù senza Dio (tratto dall’omonimo romanzo), le cui repliche proseguiranno dal 19 al 28 febbraio.

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