By On marzo 3, 2014 11:35 pm

Robe dell’altro mondo. Letteralmente, poiché lo spettacolo – andato in scena sabato 1 marzo al Teatro di Fontanellato (nella foto di Stefano Vaja, un momento della recita) – tratta di una misteriosa invasione aliena. Ma facciamo un passo indietro: Carrozzeria Orfeo porta in scena un fumetto, un cartone in carne, ossa e maschere, che scolpiscono i personaggi, immaginari fino a un certo punto.

Di astratto ci sono gli alieni, appunto, prima amati e poi odiati e un orso bianco nemico/amico dei bambini; gli altri “mostri” sono reali e sono la rappresentazione di una collettività sfigurata (e omologata) da paure e manie. Le scene si susseguono, come tanti sketch, intervallate e motivate da flashback e flashforward che fungono quasi da didascalia per creare un quadro sconfortante, che riassume i luoghi comuni del nostro tempo.

Tutti i personaggi sono cattivi, almeno un po’. Tutti agiscono egoisticamente, fino ad ammazzare per nessun motivo plausibile, se non per la paura e il pregiudizio. E il potere, naturalmente. C’è chi muore grottescamente d’infarto dopo una litigata irrilevante in mezzo alla strada, chi viene freddato senza pietà e chi si impicca per disperazione, finendo però, in quanto immigrato, tra le notizie di poco conto del radiogiornale, colonna