A Ferrara la "Cenerentola" rossiniana (7-9 febbraio)

A Ferrara la "Cenerentola" rossiniana (7-9 febbraio)

La stagione lirica del Teatro Comunale di Ferrara continua con “La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo” di Gioachino Rossini, presentata il 7 e il 9 febbraio in un allestimento nato dalla collaborazione con la società “Teatri e Umanesimo Latino” di Treviso, che gestisce la stagione del Teatro Comunale “Mario Del Monaco” della città veneta.

Mancavano due giorni al Natale 1816 e Rossini, che si era impegnato con il Teatro Valle di Roma a scrivere una nuova opera per il vicino carnevale, si trovava in gravi difficoltà a causa della censura pontificia, che gli aveva bocciato il soggetto di “Ninetta alla corte”, una delle “meno morali commedie del teatro francese”. In quel frangente, Rossini si trovò a dover scegliere, in tutta fretta, insieme al librettista e all’impresario Cartoni, un nuovo argomento. La scelta cadde su “Cendrillon ou La petite pantoufle”, la celeberrima fiaba di Perrault, uno dei miti più diffusi al mondo. Le trasformazioni e il riscatto sociale dell’innocente fanciulla sono infatti argomento, pur sotto forme e varianti diverse, anche di racconti greci, egizi e cinesi, nonché dell’altrettanto celebre versione dei fratelli Grimm. È noto come Rossini e il librettista Jacopo Ferretti abbiano eliminato dal racconto ogni implicazione magica e fiabesca: forse la dimensione del meraviglioso non piaceva al pubblico romano dell’epoca, o forse Rossini non la sentiva, in quel momento, congeniale alla sua ispirazione. Di fatto, nel libretto del Ferretti non appare il fondamentale personaggio della fata, né l’incantesimo che permette a Cenerentola di presentarsi al ballo magnificamente vestita. E, soprattutto, non si fa menzione della promessa che costringe la fanciulla a fuggire, allo scoccare della mezzanotte, dalle braccia del principe, perdendo la fatale scarpetta. In Rossini, la scarpetta viene sostituita da uno “smaniglio”, un braccialetto che Cenerentola, forse non senza malizia, affida al principe affinché la possa più facilmente ritrovare.

Gioachino Rossini
Gioachino Rossini

La regia del “melodramma giocoso in due atti” è di Lorenzo Regazzo, un interprete giovane ma già di fama internazionale, particolarmente apprezzato nel repertorio mozartiano e rossiniano, che si è recentemente impegnato anche nella regia. E’ stato varie volte ospite al Festival di Salisburgo e al Rossini Opera Festival di Pesaro, collaborando con grandi direttori come Riccardo Muti, Lorin Maazel, Colin Davis, Claudio Abbado, Riccardo Chailly. Regazzo partecipa anche all’esecuzione, interpretando il ruolo del maggiordomo.

Alla guida dell’Orchestra Città di Ferrara sarà lo spagnolo Sergio Alapont, direttore artistico dell’Opera Benicàssim Festival e direttore artistico e direttore principale della Orquesta Manuel de Falla. Alapont si è dedicato intensamente all’approfondimento del repertorio operistico, affiancando Marco Armiliato in alcune produzioni del Metropolitan di New York e perfezionandosi in Europa e in Giappone.

In scena anche il “Voxonus Choir”, cuidato da Alessandro Toffolo.

Le scene e i costumi sono di Guia Buzzi e il disegno luci di Roberto Gritti.

L’opera verrà presentata da Nicola Badolato mercoledì 5 febbraio alle ore 17,30 nel Ridotto del Teatro ferrarese, mentre venerdì 7, alle ore 17,00, nello stesso luogo, per la serie “Libri in scena”, si terrà l’incontro “Figlia da fiaba: Cenerentola”, a cura di Giusi Quarenghi. L’allestimento potrà essere visitato sabato 8 febbraio, alle ore 11,00, grazie ad un percorso guidato su prenotazione, a cura di Lorenzo Cutuli.

 

Informazioni

Teatro Comunale – Ferrara
Tel. 0532 218311 – teatro@comune.fe.it

 

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Sergio Alapont
Orchestra Città di Ferrara